Festival

FESTIVAL DI TEATRO DI NARRAZIONE ALBANO RACCONTA(NDO)

Albano Racconta(ndo) è il I festival di Teatro di Narrazione della città di Albano Laziale creato dall’Associazione culturale TUedIO.

Il festival, pioniere nel portare ad Albano Laziale il Teatro di Narrazione, è nato dall’incontro di Marina Checchi, libraia e presidente dell’Associazione culturale TUedIO, e Maria Assunta Salvatore, organizzatrice teatrale, unite dalla comune passione per le storie.

Entrambe sentivamo la necessità di condividere con il pubblico la bellezza dell’ascoltare una storia, immaginare spazi e tempi sospesi, lasciarsi suggestionare dal sapore antico delle parole. Creare un festival di narrazione ad Albano Laziale, significa soprattutto, sognare di realizzare un linguaggio e un sentire comune, far vivere i luoghi della quotidianità attraverso il fascino del teatro, trasformare una piccola città in un luogo di ricerca recuperando una dimensione umana ed emotiva, far crescere una piccola rassegna estiva tale da immaginarla come un appuntamento annuale che identifica nel tempo un momento d’incontro per gli abitanti. La gratuità di tutti gli spettacoli in programma, mirava, appunto a coinvolgere l’intera comunità per creare una tre giorni di condivisione sotto il segno del Teatro. E tutti i feedback positivi ci hanno dato ragione.

E così il sogno è divenuto realtà…

Ascoltare una storia, immaginare spazi e tempi sospesi, lasciarsi suggestionare dal sapore antico delle parole. La capacità del racconto antico di trasformare luoghi e di accarezzare i cuori.

Perché c’è sempre un buon motivo per ascoltare una bella storia…

EDIZIONE 2020

Ci abbiamo pensato molto.

Abbiamo aspettato ogni giorno una notizia nuova.

Abbiamo cercato di parlare con le istituzioni, fare rete, proporre una nuova formula, prorogare i tempi.

Abbiamo rifiutato la proposta di trasferire il nostro piccolo e giovane festival su una piattaforma online.

Ci siamo dette, però, di credere fortemente nell’idea che la cultura non debba essere sempre una tra le prime voci da azzerare in caso di crisi economica.

Davanti a noi due strade: rinunciare e aspettare il prossimo anno o cercare di organizzare al meglio, con grande attenzione e contando anche sul senso civico di chi ci segue.

Abbiamo scelto la seconda.

E quindi, siamo felici di dirvi che Albano Racconta(ndo) anche quest’anno si farà!

In una formula più piccola, con l’accesso su prenotazione, ma dal vivo e ben distanziati.

Perché il teatro possa diventare un impegno di realtà condivisa.

Albano Racconta(ndo) II edizione

3-4-5 luglio 2020.

Piazza antistante Santa Maria della Rotonda, Albano Laziale (RM).

 QUESTO IL PROGRAMMA:

– Il primo spettacolo di questa seconda edizione del nostro Festival di Teatro di Narrazione si intitola “Dei Liquori fatti in Casa”, interpretato da Beppe Rosso.

Una storia che narra l’epoca del boom economico, quando, il suono delle piazze non fu più il rintocco del campanile, ma quello del juke-box e quando arrivò la “signora televisione” che avrebbe segnato e cambiato la vita di tutti quanti e degli anni a venire.
Ecco un estratto dalla rassegna stampa.
“Se volete emozionarvi vedendo in scena un attore solo ma in grado di restituirvi la presenza di un’intera comunità, allora dovete vedere Dei Liquori Fatti in casa, dove Beppe Rosso dà voce addirittura ad un paese”.
L’UNITA’, Un paese negli anni del boom…, Maria Grazia Gregori
Venerdì 3 luglio 2020 ore 21, piazza antistante S. Maria della Rotonda.
Prenotazione obbligatoria solo telefonica, il giorno dello spettacolo dalle 10 alle 13.

– Il festival Albano Racconta(ndo) quest’anno ha deciso di pensare anche ai più piccoli, proponendo uno spettacolo di Teatro Ragazzi.

In scena ci sarà Daria Paoletta, già conosciuta e amata dal pubblico di Albano Laziale con “Una storia che non sta nè in cielo e nè in terra“.

Daria narrerà di Marionna e Cataldo, sposi novelli, inesperti della vita che vivono in pieno il conflitto esistenziale di aderire alla volontà degli altri prima ancora che alla propria. Una storia che racconta la lotta della vita che cerca di prevalere sulla morte e l’amore, vincitore di ogni avversità umana.
Re-act di Soverato ne scrive così:
“Quando si è bravi per davvero, possono bastare una sedia piazzata al centro della scena e il fondale lasciato nero per irretire e meravigliare; e così la Paoletta bravissima nella sua carismatica forza di cambiare voci e atteggiamenti, mantenendo ben lucido e coerente il discorso narrativo”.
Sabato 4 luglio ore 18.
Prenotazione telefonica OBBLIGATORIA fino ad esaurimento posti, il giorno dello spettacolo dalle 10 alle 13.

– Il secondo spettacolo in serale per gli adulti avrà il volto di un attore che abbiamo già conosciuto lo scorso anno.

Enrico Messina racconterà la storia di Orlando, solo furiosamente rotolando.
Camicia bianca, una tromba e uno sgabello: è tutto quel che serve per raccontare le vicende dei paladini di Carlo Magno e dei terribili saraceni.
La stampa ne parla così:
“…sapendo far ridere ed emozionare, mescolando alta letteratura e modi popolari, gusto del fantastico e
piacere descrittivo, sempre in una condizione ilare e fiabesca. Anche se non mancano momenti di stupefatta
commozione… davvero un eccellente lavoro, rigoroso, fresco, di grande intensità comunicativa.”
Valeria Ottolenghi, Gazzetta di Parma.
Vi invitiamo tutti e tutte!
Sabato 4 luglio ore 21.
Piazza antistante S. Maria della Rotonda.
Entrata gratuita fino ad esaurimento posti, su prenotazione OBBLIGATORIA.
Luigi D’Elia è il quarto protagonista del nostro festival.
Domenica 5 luglio ore 21 Luigi sarà in scena con “Cammelli a Barbiana, don Lorenzo Milani e la sua scuola“.
La storia di Lorenzo, prete, maestro e uomo, è la storia di una scuola nei boschi, dove si fa lezione tra i
prati e lungo i fiumi, senza lavagna, senza banchi, senza primo della classe e soprattutto senza somari né bocciati. Lassù c’è tutto il tempo che serve per aspettare gli ultimi.
Il critico Mario Bianchi ne parla così:
“Il racconto di D’Elia e Niccolini segue passo passo la vita e l’impresa di Don Milani nei suoi momenti salienti
e anche dirompenti sino alla stesura della famosa” Lettera a una professoressa” e alla morte prematura.
Come sempre il segno distintivo della narrazione di D’Elia è la semplicità, la naturalezza sommessa, sino dal
“vestito di scena” un abito anonimo, perché così forse si sarebbe vestito anche Lorenzo. E’solo la sua voce
amplificata, corredata da qualche musica che ne amplifica l’emozione, a narrarci quella splendida avventura,
in alcuni momenti, entrando anche nel personaggio”

EDIZIONE 2019

Albano Racconta è stato inaugurato, venerdì 12 luglio 2019, alle ore 21.00, da Icaro Caduto di e con Gaetano Colella: lo spettacolo racconta una storia senza tempo: il complesso, delicato e meraviglioso rapporto che lega un figlio a un padre.
Icaro precipita in mare dopo essere fuggito con suo padre Dedalo dal labirinto, a Creta.
Le ali artificiali si sfaldano non appena il giovane si avvicina al sole. Il padre disperato, dopo averlo cercato a lungo, si rifugia in Sicilia.
Icaro Caduto racconta tutto quello che segue la funesta caduta di Icaro: il ragazzino, dopo lo schianto in mare, non muore.

 

Sabato 13 luglio, sempre alle 21.00, è stata la volta di Daria Paoletta con Il Ballo, tratto dall’omonimo romanzo di Irène Némirovsky. Daria Paoletta narra la storia di una famiglia, madre padre e figlia che vivono l’attesa del “grande ballo”. Pochi personaggi, disegnati in un lampo e con brevi tratti, eppure perfettamente riconoscibili, e un incedere di eventi che precipitano in pochi giorni verso una fine inattesa e tragicomica, stupida, piccola eppure enorme, per le conseguenze sulle persone coinvolte.

 

A chiudere la prima edizione di Albano racconta, domenica 14 luglio, La storia di Taborre e Maddalena, del raccontar mangiando con Enrico Messina e Mirko Lodedo.

Due giovani che la sorte ha destinato a vite diverse. Fuggono dal loro impossibile amore e trovano rifugio presso la casa di un vecchio pastore costruita “intorno” al suo letto, scavato dentro un albero di pere. Nell’incontro silenzioso dei tre, l’uomo offre ai due ragazzi un frutto poi, piantati i semi raccolti per tutta la sua vita, e comincia la narrazione.

Un racconto in cui ogni volta il menù della cena di scena è diverso, adattandosi alle tipicità del luogo dove lo spettacolo è rappresentato.

Le creatrici del Festival

Marina è una libraia e un’architetta, amante dei libri e dei lavori fatti con le mani.

È cresciuta in Toscana, fra collina, mare e città, sì è trasferita a Roma con l’inizio dell’Università. Laurea magistrale in Architettura all’Università La Sapienza di Roma. Dopo 7 anni di lavoro puro è diventata mamma per la prima volta e poi una seconda. È cambiata lei ed è cambiata la sua possibilità di lavorare. Ma mai si è modificata la sua voglia di portare un messaggio fuori da sé.

Da allora ha continuato a lavorare come architetta, come disegnatrice di abiti per bambini e bambine ed ha iniziato a dedicare una buona parte del suo tempo alla selezione di libri. Studia progetti per le scuole e per la comunità, credendo fortemente nella forza e nell’importanza della condivisione e nel fatto che nessuno debba restare escluso.

Tutto questo fare, progettare, immaginare l’ha portata a creare la libreria TUedIO design, uno spazio per adulti e bambini, uno spazio di ricerca e di incontro, di dialogo e di ascolto. Un luogo del cuore in cui veicolare nuove idee e progetti.

Non potrei fare a meno: Delle mie bambine e della mia famiglia. Delle mie amiche. Del profumo del mare. Di una sana risata.

Mi piacerebbe: mettere ordine nel garbuglio dei miei pensieri e delle mie attività.

Il libro del cuore: Io sono così di Fulvia Degl’Innocenti, ed. Settenove.

Il luogo che vorrei visitare: l’Australia.

Il sogno nel cassetto: non fermarmi mai e continuare a scoprire cose nuove e preziose .

…si presentano

Mary, pugliese di nascita, si laurea in Lettere e Filosofia e si trasferisce a Roma compromettendo per sempre il suo accento. Ci rimane per 10 anni e fonda l’associazione Karibù occupandosi di formazione per bambini e adulti, e organizzazione di spettacoli.

Nel 2011 incontra la Fondazione Parole di Lulù e ne diventa consulente artistica, fino a gestirne uno dei progetti “La Casa dei Bimbi,” spazio di integrazione culturale e socio sanitario alla periferia di Roma, che accoglie bambini in difficoltà familiare ed economica attivando gratuitamente laboratori di teatro, musica e arte. Sulla sua strada incontra per caso un piccolo naso rosso: prova ad indossarlo ed è subito amore. È facilitatrice clown e fondatore della compagnia NasoNaso social clown. Quando va in ospedale diventa dottoressa Frisella per la cooperativa romana ComiciCamici.

Dal 2016 si occupa di organizzazione e distribuzione teatrale.

Nel 2018 decide di tornare al Sud e sposa il progetto della residenza del teatro di Ceglie Messapica occupandosi della formazione teatrale dei bambini dai 3 ai 12 anni.

Non potrei fare a meno: Della mia meticcia Kira. Degli incontri. Del gorgonzola.

Mi piacerebbe: Non smettere mai di innamorarmi. Ogni giorno.

Il libro del cuore: Mrs. Dalloway di V.Woolf e Di cosa parliamo quando parliamo d’amore di R. Carver

Il luogo che vorrei visitare: Messico

Il sogno nel cassetto: Ho deciso di non avere cassetti. Solo mensole. Così i sogni li tengo a vista.

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