Il senso del tatto è in stretta connessione con la pelle. E’ il più importante dei cinque sensi perché è il primo a svilupparsi nella vita embrionale ed è quello più ricettivo. Il piccolo embrione è già sensibile al tatto attraverso la sua pelle quando è lungo appena due centimetri e non ha ancora otto settimane di vita.
Alla nascita la pelle è l’organo di senso più sviluppato e nell’adattamento alla vita extrauterina svolge delle funzioni fisiologiche fondamentali come difendere il corpo, regolare la temperatura, percepire la realtà circostante tramite il contatto, metabolizzare e immagazzinare i grassi, idratare e traspirare attraverso la metabolizzazione dell’acqua e dei sali. La pelle ci permette di conoscere fin da prima della nascita, ci permette di ricevere informazioni su quello che accade intorno, addosso, e dentro di noi. Ci offre un canale di comunicazione fenomenale, immediato, autentico, spontaneo, vitale. Il neonato non conosce abbastanza il mondo in cui verrà alla luce, ma questa competenza tattile gli permette un pieno adattamento e gli garantisce la sopravvivenza.
La stimolazione cutanea del neonato è fondamentale per il suo sviluppo, in special modo durante i primi giorni di vita e durante la prima infanzia. I vantaggi non sono soltanto fisiologici e l’innegabile beneficio a livello immunitario che questa comporta non è superiore a quello relazionale e comportamentale. Per il neonato la comunicazione tattile è la comunicazione per eccellenza. Il suo corpo partecipa in maniera spontanea ai suoi stati fisiologici ed emotivi e ne manifesta apertamente le sensazioni, i bisogni e le richieste. Il tocco è il canale comunicativo che lo raggiunge prima degli altri, e la qualità del tocco comunica tutti i contenuti che egli è in grado di comprendere.
La mamma il papà e il bambino imparano a conoscersi con la prima carezza e da questa inizia un dialogo lungo una vita. Un dialogo che comincia con “Tu ed io… andremo lontano insieme”.

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