Se il piccolo di casa impone il suo volere senza sentir ragioni è arrivato il momento di stabilire quali e quante regole possono aiutare la famiglia a gestire i suoi terribili due anni. Anche i genitori più amorevoli non riescono a sorridere ad ogni singola battaglia per la conquista della sua autonomia, e pur desiderando che il bambino cresca e si senta soddisfatto dei suoi traguardi, sono consapevoli che non è lasciandolo fare indiscriminatamente che questa tappa verrà raggiunta e superata con successo.
Il bambino non è consapevole delle proprie capacità e non si rende neppure conto di aver bisogno di un confine entro cui muoversi in sicurezza, anche se i suoi comportamenti lo rendono manifesto ad uno sguardo non superficiale.
Vuole fare esperienza del mondo e provare a cimentarsi con le sfide senza essere aiutato, ma non conosce i confini entro cui queste esperienze sono adeguate alla sua età e alla sua maturazione cognitiva, fisica, psicologica, relazionale, emotiva. Sono i genitori a conoscere questi parametri, e sono loro ad offrire al bambino le opportunità che può cogliere e i contesti entro cui può muoversi. Questo è un modo di intendere le regole che permette libertà di sperimentazione e di esplorazione al bambino, un adeguato controllo della sua sicurezza e la protezione del suo momento evolutivo da parte de i genitori. A due anni si può lasciarlo provare a vestirsi da solo, anche se sappiamo che ci vorrà molto tempo per infilare un solo calzino dalla parte giusta, ma non si può lasciarlo intervenire nella riparazione di una presa elettrica. Sono due esempi estremi per comprendere cosa significa gestire il confine entro cui lasciar esplorare il bambino, ma costituiscono una regola fondamentale. Poche regole, chiare e solide, e per il resto libertà e spazio alla creatività, alla sperimentazione, al fallimento e al successo.
Per i genitori è fondamentale stabilire, dunque, alcune norme inderogabili, alle quali non esistono eccezioni fin quando non sarà il genitore stesso a modificare la regola. A queste non si cede neppure dopo cento richieste, pianti, bronci o urla. Non servirà restare fermi e decisi troppo a lungo, perché il bambino impara che quel confine è invalicabile, ma serviranno lunghe battaglie se qualche volta si cede. Per il bambino la risposta coerente è la sicurezza. Non ha bisogno di continui assensi, ma di margini entro cui operare che sono per lui l’abbraccio protettivo, l’attenzione e l’affetto che lo fanno muovere con sicurezza e senza preoccupazioni. Al di fuori di queste norme il bambino è controllato, supportato, aiutato, incoraggiato, consolato, ma libero. Man mano che il bambino cresce, i confini si possono modificare perché egli raggiunge nuove abilità e comprende come muoversi in nuovi spazi.
A due anni vuole scegliere e fare da solo, ma all’interno di questo confine tracciato da mamma e papà. E dentro a questo spazio i genitori possono proporgli tutte le alternative che sono adeguate per lui. Per evitare i suoi repentini decisi e collerici no al momento di andare a dormire, ad esempio, la mamma o il papà possono offrirgli una alternativa che sia accettabile per tutti. “Vuoi andare a dormire con il pigiama giallo o con quello blu?” Le alternative che si propongono devono essere ambedue possibili, quindi se il pigiama blu è in lavatrice bisognerà formulare la proposta in altro modo. Il bambino sceglie e sente di avere potere sul mondo e di affermare se stesso. E’ una conquista importante. Qualche volta non risulterà facile, ma saranno più le volte in cui scegliere tra due alternative sarà per tutti gratificante e sicuro.

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