Il marsupio per portare i bebè si è diffuso moltissimo negli ultimi anni per la praticità e la rapidità con cui si può imparare ad usarlo. Tutti sanno che può essere usato fin dalla nascita e che quando il bambino cresce un pochino e vuole interessarsi al mondo si può rivolgerlo verso l’esterno per accogliere questa richiesta. Quel che però molti non sanno è che queste due pratiche sono in realtà sconsigliate. Le istruzioni della maggior parte dei marsupi più conosciuti propongono queste due modalità senza tuttavia tener conto delle esigenze fisiologiche cognitive e relazionali dei bebè.
Quando il neonato viene al mondo la sua colonna vertebrale è ben diversa dalla nostra nella sua conformazione, presenta infatti una cifosi totale, ossia è completamente curva dall’inizio alla fine e sembra descrivere una grande C. Si tratta di una conformazione che ha avuto una grandissima utilità fin quando il bebè era nell’utero, in quanto gli consentiva di starsene in posizione fetale senza sforzi posturali, ma una volta nato la sua colonna inizia a modificarsi per raggiungere la completa maturazione e divenire come la nostra, ossia una doppia S che gli consentirà di sorreggere il suo corpo e di deambulare. Durante questa evoluzione è bene rispettare la fisiologia senza obbligare il bambino a posture innaturali.
Alla nascita il bambino è ancora raggomitolato come nell’utero e la sua esigenza posturale primaria è quella di restare raccolto. Il marsupio non offre sostegno a questo bisogno in quanto non è in grado di agevolare la curvatura della schiena e di sostenere la testa. Anche i migliori marsupi ergonomici, dotati di riduttore proprio per questo scopo, in realtà non offrono il giusto contenimento e sono indicati soltanto quando il bambino ha già acquisito padronanza della seduta e pieno controllo della testa. I marsupi che invece sembrano regolabili o più piccolini, spesso hanno una seduta troppo stretta e non permettono ai bambini di tenere le gambe raccolte in posizione fisiologica. Dunque, per evitare di sovraccaricare la colonna con posture non fisiologicamente corrette si consiglia di scegliere un marsupio ergonomico e di iniziare ad utilizzarlo quando il bambino raggiunge la competenza e la maturazione adeguate senza fretta, osservando il proprio bimbo senza fare paragoni con gli altri.
Dopo qualche mese lo sviluppo neurologico, motorio, relazionale e cognitivo del bebè lo conducono a cercare stimoli al di fuori dell’universo istintuale del legame esclusivo con la mamma e dunque comincia ad interessarsi alle cose e alle persone che ha intorno. Complice una accresciuta capacità di tenere la testa dritta e una nuova curiosità vivace in tutti i bimbi, ecco che i produttori di molte note marche di marsupi propongono di rivolgere il bambino verso il mondo.
Questa pratica però espone il bambino ad una postura decisamente scorretta per la colonna vertebrale che si appiattisce contro il petto del portatore ed è impossibilitata ad assecondare la sua naturale forma curva. Si perde aderenza, fondamentale per portare in sicurezza e stabilità, e purtroppo nei marsupi che permettono il fronte mondo la seduta è così stretta che il peso del bebè si scarica esclusivamente sui suoi genitali. Le gambe del bambino, perennemente penzoloni, sovraccaricano la struttura della testa del femore in maniera scorretta, dando luogo ad un vizio posturale perfettamente evitabile con un marsupio ergonomico e una posizione pancia a pancia. Dal punto di vista cognitivo emotivo e relazionale la posizione fronte mondo è piuttosto impegnativa e stressante per il piccolo, in quanto gli consente di avere accesso ad una moltitudine di stimoli che non è pronto a metabolizzare ed è privato del filtro e della protezione offerta dal genitore. L’adulto incorre in una fatica accresciuta nel portare questo bebè sbilanciato in avanti, spesso troppo basso rispetto al baricentro, e non potendo rassicurarlo con lo sguardo, con il sorriso, con il battito cardiaco, con il calore corporeo, non riesce a ricevere dal supporto un beneficio psicologico oltre che pratico (la praticità di questo genere di marsupi è peraltro piuttosto dubbia, dato che sono scomodi e sovraccaricano le spalle e la schiena in maniera non bilanciata). La curiosità verso l’esterno che manifesta il bebè è reale, ma viene posta davanti alla sicurezza e alla fisiologia, mentre può essere accolta utilizzando un marsupio ergonomico e portando sulla schiena quando i bimbi sono più grandicelli, oppure scegliendo un supporto meno strutturato per portare di fianco, come ad esempio una fascia tubolare, una fascia corta, una fascia ad anelli o una fascia lunga.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *