I bambini cominciano a giocare fin dalla più tenera età. Le mani e le dita sono uno dei primi elementi di interesse e giocano un ruolo determinante nello sviluppo dell’intelligenza. Da questo precoce indizio la saggezza popolare ha elaborato numerose filastrocche per consentire agli adulti di interagire con i piccoli. Le prime filastrocche infatti sono centrate sulle parti del corpo, hanno una sorta di valenza educativa implicita contenuta in ogni strofa, e seppure brevi e semplici insegnano tantissimo. I bimbi imparano a riconoscere i fonemi e cominciano ad esercitare le loro capacità linguistiche fin dai primi ascolti. Sembra inoltre che lo sviluppo del linguaggio sia intimamente collegato alla mobilità fine delle dita. Riuscire ad afferrare e manipolare gli oggetti aiuta i bambini ad imparare velocemente i nomi delle cose; questa facilità resta attiva anche in età adulta e spiega il motivo per cui desideriamo toccare gli oggetti nuovi, manipolarli, accarezzarli e non ci basta guardarli.
Ogni volta che genitore e bambino si intrattengono a giocare con le dita delle mani si crea dunque una splendida occasione di apprendimento naturale e spontaneo. Accarezzare le manine, massaggiarle morbidamente, sfiorarle, imprimere leggere pressioni, prendere un ditino alla volta e unire a questo gioco qualche parola o una filastrocca che racconta i gesti o insegna i nomi delle dita, costituisce uno dei primi e più interessanti giochi da fare con un piccolino fin dalle prime settimane.
In seguito si possono proporre giochi semplici in cui le manine possono entrare in contatto con superfici diverse per stimolare le sue sensazioni con materiali e consistenze differenti. Non servono giocattoli complessi e i migliori oggetti sono proprio quelli presenti da sempre nell’ambiente in cui viviamo. Il bambino viene nutrito dall’esperienza unica di accarezzare una copertina felpata e poi un cucchiaio, un foglio di carta e poi una spazzola morbida, una bottiglia di plastica e poi una pallina di gomma, un anello di legno per le tende e poi un pacchetto chiuso di fazzolettini, etc.
Gli oggetti non vanno proposti in rapida successione per consentire al bambino di relazionarsi con ognuno tutto il tempo che lo desidera. Soltanto quando il suo grado di attenzione comincia a cadere si può proporre un nuovo oggetto alla sua attenzione. Durante i primi mesi probabilmente un paio di oggetti sono più che sufficienti, ma quando il tempo di attenzione comincia a crescere e il bambino riconosce gli oggetti si può introdurre un terzo oggetto e poi un quarto, cambiando l’ordine in cui proporlo e descrivendone il nome, il colore e la consistenza per aiutarlo ad associare le parole alle sensazioni.
Ecco una filastrocca che ho imparato per giocare e insegnare i nomi delle dita in modo divertente:
Questo è il signor pollice, onesto e posapiano; questo è il signor indice che segna da lontano; il medio si presenta di massima statura; e l’anulare porta l’anello su misura. Il mignolo, guardatelo, che buffo e piccolino, è lungo come il naso del suo padroncino.

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