Prendo spunto dalla canzoncina per tornare sull’argomento nascita. E’ un momento così forte e importante che più volte è stato definito trauma. Per il neonato, infatti, è tutto semplicemente sconvolgente, perché si trova improvvisamente nelle condizioni opposte a quelle sperimentate per nove mesi nell’utero. Proviamo velocemente ad immaginare com’era il suo mondo e la sua esperienza e quanto cambia dal momento della nascita in poi. Dal buio passa alla luce, dal caldo tepore passa al freddo (come quando noi usciamo dalla vasca bagnati), dal fruscio ovattato passa ai rumori assordanti, e improvvisamente deve respirare, si sente bagnato o sporco, ha necessità fisiologiche, sente dolore, non può scegliere la posizione da assumere perché non fluttua più nel liquido amniotico. Davvero una rivoluzione!
Questo passaggio è piuttosto sconvolgente anche per i genitori, specialmente se sono neogenitori, che però possono affrontarlo in due. Per fortuna oggi ci sono i papà insieme alle mamme, a prendersi cura amorevolmente dei loro piccoli e questo è un bellissimo cambiamento nella tradizione della cura dei bambini, che la maggior parte di noi adulti non ha sperimentato come figlio.
E’ un enorme vantaggio per i genitori che condividono fin da subito questa avventura, e per il bambino che ha l’opportunità di ricevere anche l’affetto paterno fin dai primi giorni. I modi che hanno mamma e papà per interagire con il neonato sono fin da subito differenti. Le madri, per il fatto di essere coloro che nutrono e che hanno vissuto con il corpo la crescita del bimbo, sono naturalmente più portate alla cura emotiva e sviluppano con il piccolo un rapporto esclusivo diventando il loro principale punto di riferimento. Lo
sviluppo affettivo ed emotivo è molto legato al rapporto che la mamma stabilisce con il suo bimbo e anche quando lui crescerà, farà riferimento a lei per essere coccolato e consolato. I padri, fin da subito interagiscono in modo più ludico e più fisico con il bebè, favorendo così lo sviluppo di altre capacità.
Attraverso il gioco il papà favorisce l’espressione corporea, stimola le capacità cognitive e introduce l’apprendimento delle regole e la gestione dell’aggressività. Se la mamma è più portata alla carezza, il papà sarà senz’altro più avvezzo a lanciare in aria il frugoletto, che sperimenterà così una ricchissima varietà di stimoli emotivi, relazionali e cognitivi.
Fin da subito, condividere le cure del neonato è la cura per il senso di inadeguatezza che sperimentano le mamme e per la sensazione di esclusione che sperimentano i papà. Entrambi i genitori entrando in contatto fisico con il bambino e occupandosi delle sue necessità cominceranno a costruire il loro legame profondo con il piccolo e condivideranno il vissuto della genitorialità. Il piccolo sperimenterà la sensazione di sicurezza e protezione attraverso le cure e le carezze, i genitori sperimenteranno la loro efficienza e la loro capacità di affrontare la sfida di tirare su un figlio, attraverso quello sguardo magico che i piccoli sanno essere irresistibile anche dopo una notte insonne.

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