APPUNTI SUL FESTIVAL ALBANO RACCONTA

 

Sono passati un po’ di giorni dai saluti che ci siamo dati di persona domenica 14 luglio, al termine della tre giorni di Albano Racconta.
Giorni che abbiamo deciso di prenderci.
Giorni che ci sono serviti per far decantare le forti emozioni, per recuperare le energie, per capire, a mente fredda, come è andata davvero.

È andata molto bene.
Siamo senza ombra di dubbio felici e soddisfatte.

Felici perché il festival che io, Marina Checchi e Maria Assunta Salvatore abbiamo immaginato, progettato, proposto, organizzato e poi realizzato è stato meraviglioso per noi e per il pubblico.

Sono stati quattro meravigliosi giorni grazie anche a degli strepitosi attori e ad una attrice magistrale. Gaetano Colella, Enrico Messina, Mirko Lodedo, Daria Paoletta, delle compagnie Armamaxa e Burambò.

Come definirli? Realizzatori di sogni, diffusori di emozioni, produttori di pelle d’oca.
È stato bello lavorare insieme.

Quando io e Mary abbiamo iniziato ad immaginare e progettare questo festival avevamo entrambe l’emozione di realizzare un sogno, un evento culturale magico e nuovo in questa città e sentivamo insieme il rischio di portare al pubblico qualcosa di non affine ai gusti delle persone. Abbiamo fatto una scommessa sì, perché ci abbiamo creduto, perché noi stesse viviamo di queste emozioni che nascono da un racconto scritto, letto e narrato.
Vi confesso che nonostante l’interesse e le richieste ricevute giorno dopo giorno, la paura era che non sarebbe stato compreso.
Ed invece è arrivata la prima sera e la piazza era piena e abbiamo visto che chi non ha trovato posto sulle sedie, ha trovato come accomodarsi sui cilindri di protezione, sui gradini delle scalette, o appoggiati con la schiena al muro del palazzo che insieme al dirimpettaio e al Santuario della Rotonda realizza le fantastiche quinte architettoniche della piazza. E altre persone hanno voluto rimanere e assaporarlo anche in piedi.
E i brividi sono stati tanti, noi li abbiamo sentiti.
L’emozione di uno spettacolo, Icaro caduto, in cui la drammaturgia di Gaetano Colella poteva essere un ostacolo, costruita com’è in endecasillabi a rima alternata, è invece entrata nelle orecchie e nei cuori di tutti. Applausi!
E già alla fine abbiamo visto che chi era arrivato un pò scettico o non convinto si è emozionato ed ha chiesto di prenotare un posto per il giorno dopo.

E il giorno dopo abbiamo visto che anche Il ballo, di e con Daria Paoletta è stato sold out subito e di nuovo le persone hanno iniziato ad occupare tutte le postazioni alternative possibili per non perdere neanche una frase del monologo magistralmente eseguito e sentito da Daria. Emozione. Applausi e brividi, tanti.

La terza sera, con La storia di Taborre e Maddalena, era la più rischiosa, la domenica sera, si sa, il rischio di poco pubblico è maggiore, il giorno dopo la maggior parte delle persone deve andare a lavorare, magari durante la giornata sono andate al mare, magari cercano di riposare in casa ed invece un nuovo sold out, ancora persone sui gradini, sui cilindri in cemento e pietra, appoggiate alle pareti degli edifici, sedute sul tavolone d’ingresso o impavide in piedi, ma anche affacciate alle finestre in posizione strategica, ad ascoltare, a seguire, a ridere, ad emozionarsi. E questo ci ha riempito di gioia, di entusiasmo, di riconoscenza.

La scommessa fatta mesi prima l’abbiamo vinta, le persone ci hanno accolto, capito e seguito. E mentre c’era lo spettacolo osservavano un silenzio rapito. E sono tornate. E quelle che non hanno potuto tornare ci hanno scritto e ringraziato.
Ci siamo emozionati insieme, come se ogni momento che passava l’abbraccio fra organizzatrici, attori, attrici, staff e pubblico diventasse sempre più stretto.
E questo è quello che ci porteremo sempre dentro e che ci spingerà a continuare, perché in tanti ce lo avete chiesto e perché noi non vediamo l’ora.

Potremmo scrivere ancora e ancora, ma è il momento di chiudere questo post…e dei ringraziamenti.
Ringraziamo l’amministrazione comunale che ha creduto e approvato il nostro progetto per quanto nuovo e rischioso.
Ringraziamo Idea musica service per la cortesia e l’estrema professionalità nella fornitura e montaggio del palco.
Ed un doveroso e sentito ringraziamento a tutti quelli che son stati con noi.
Molti ci hanno dato una mano, Emanuela Zura Puntaroni, offrendoci l’energia elettrica e permettendoci di usare il suo spazio come ricovero per sedie e attrezzatura e sostenendoci con la gioia di chi conosce cosa vuol dire esporsi, rischiare. Federico Bertolin che ci ha aiutato per ogni emergenza si sia presentata di volta in volta, di ora in ora, dalle lampade, al tavolo da recuperare, dalla macchina in panne, alla cosa da riparare e ci ha aiutato ad allestire e disallestire. I volontari Pietro e Miriam che hanno lavorato al nostro fianco con il sorriso, con le forze di due giovani che credono nelle emozioni che si possono trasferire da me a te, da te a quello che sta al tuo fianco e così via. Valentina Versino che ci ha fornito altra energia non dovesse esser sufficiente quella di Emanuela, e poi Marco Ieie che oltre alla magia delle sue illustrazioni a copertina dei social e del sito, ci ha aiutato ogni sera a far tornare la piazza libera da sedie e service. Ringraziamo il condominio del palazzo che ci ha permesso di usare l’ingresso come quinta.

Ringraziamo di cuore Gaetano, Daria, Enrico e Mirko per il loro splendido lavoro, grazie davvero, siete stati meravigliosi!
E ringraziamo il pubblico che abbiamo sentito sempre più parte del nostro progetto.

Grazie!
Abbiamo acceso scintille di magia. Tutti insieme.
Marina e Mary

www.albanoracconta.it